Parchi letterari in Sicilia: viaggio tra i luoghi siciliani della Letteratura

Parchi letterari in Sicilia: cosa sono e dove si trovano? Partiamo per un viaggio nei luoghi della Letteratura in Sicilia, sulle tracce dei grandi scrittori siciliani e alla scoperta delle città che li hanno ispirati.

Parchi letterari della Sicilia: cosa sono e dove si trovano?

Quali sono i Parchi letterari più belli della Sicilia?

  • Parco letterario “Luigi Pirandello”
  • Parco letterario “Leonardo Sciascia”
  • Parco letterario “Salvatore Quasimodo”
  • Parco letterario “Giovanni Verga”
  • Parco Letterario “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”
  • Parco letterario “Elio Vittorini”

Parchi letterari della Sicilia: cosa sono e dove si trovano?

La Sicilia è una meta turistica apprezzata per le spiagge da cartolina, i paesaggi suggestivi, le città d’arte, i borghi pittoreschi e le tradizioni culinarie.

Se volete, però, visitare una Sicilia diversa, lontana dai soliti itinerari del turismo di massa, perché non organizzare un viaggio alla scoperta dei luoghi siciliani della Letteratura.

La Sicilia è la terra che ha dato i natali a importanti scrittori come Verga, Vittorini e Sciascia. Questi ed altri intellettuali di fama mondiale, con le loro opere, hanno saputo raccontare una Sicilia onirica, a tratti magica e incantata, ma anche tragica, semplice e genuina, se guardata nelle sue espressioni più “basse” e quotidiane.

La Sicilia del passato vive negli scritti e nelle parole dei più grandi scrittori siciliani. Uomini legati alla propria terra in maniera viscerale, “come ostriche attaccate al proprio scoglio“, parafrasando Verga in Fantasticheria.

I luoghi letterari della Sicilia, raccontati e descritti dai più grandi scrittori siciliani, sono un patrimonio culturale dal valore inestimabile.

Una visita a questi luoghi dalle mille vite, reali e fittizie, è sicuramente un’esperienza da vivere se volete conoscere un’altra Sicilia e guardare l’isola da una nuova e interessante prospettiva.

Andiamo, allora, alla scoperta dei Parchi letterari della Sicilia, un sistema di città, luoghi, dimore e paesaggi che ci proiettano fisicamente nella vita degli scrittori siciliani o dei loro personaggi.

Con il termine “Parco letterario“, infatti, ci si riferisce sì a un preciso luogo geografico (o a un insieme di luoghi), ma anche a uno spazio fittizio, irreale, di fantasia, ispirato da luoghi reali e che autori, poeti e scrittori siciliani hanno descritto e raccontato nelle loro opere più belle e significative.

Un viaggio tra i Parchi letterari della Sicilia è sì un viaggio fisico ma anche e soprattutto un percorso emotivo che sfiora la fantasia e il ricordo di letture passate, di storie che ci sembra di aver vissuto in prima persona, di personaggi che ci pare di conoscere davvero.

Con i Parchi letterari in Sicilia si vuol cercare di far rivivere al visitatore le emozioni e le sensazioni che si celano dietro la costruzione di un romanzo, di una poesia o di una novella.

Si cerca di valorizzare ruderi, castelli, centri storici e aree paesaggistiche per far si che queste opere rimangano impresse nella memoria collettiva e siano oltretutto una fonte di turismo esperienziale alternativo e sostenibile.

Quali sono i Parchi letterari più belli della Sicilia?

Parco letterario “Luigi Pirandello”

Scrittore e drammaturgo, reso celebre da opere straordinarie come Il fu Mattia Pascal, Uno, nessuno e centomila e Sei personaggi in cerca d’autore, Luigi Pirandello, nelle sue opere, fa a più riprese riferimento a luoghi prettamente agrigentini, dalla casa in contrada Caos (oggi trasformata in un museo) fino al molo di Girgenti (attuale Porto Empedocle), dove lavorava il padre, commerciante di zolfo.

Il fulcro del Parco letterario “Luigi Pirandello” è la casa natale dello scrittore, una dimora rurale del XVIII secolo sita in una contrada di campagna chiamata “Caos”, al confine tra i comuni di Agrigento e Porto Empedocle.

«Io dunque son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso a un intricato bosco, denominato, in forma dialettale, Càvusu dagli abitanti di Girgenti.»

Proprio la casa natale di Pirandello è l’emblema del Parco letterario a lui dedicato. Qui lo scrittore nacque, il 28 giugno del 1867.

Parchi letterari in Sicilia: viaggio tra i luoghi siciliani della Letteratura

Casa Natale di Luigi Pirandello (Contrada Caos, Agrigento)

La casa-museo di Luigi Pirandello è visitabile tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00. Il pianterreno ospita oggetti e dipinti di Pirandello, della sorella Rosolina e del figlio Fausto. Nel museo sono esposti anche ricordi, fotografie, onorificenze e oggetti personali del Nobel per la Letteratura, premio che venne conferito a Pirandello nel 1934.

Costruita alla fine Settecento, la casa in contrada Caos fu danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1949 divenne Monumento Nazionale e la Regione Sicilia, dopo tre anni, la acquistò, occupandosi dei lavori di ristrutturazione.

Dal 1987 la casa natale di Luigi Pirandello costituisce un unico istituto con la Biblioteca Luigi Pirandello, sita ad Agrigento.

«Una notte di giugno
Caddi come una lucciola
Sotto un pino solitario
In una campagna d’olivi saraceni.

Affacciata agli orli
D’un altopiano
D’argilla azzurre
Sul mare africano.»

Lungo il sentiero per raggiungere la dimora, non si può far altro che ammirare il celebre “pino di Pirandello”: nel punto in cui Pirandello “cadde come una lucciola“, lì sono conservate le sue ceneri (nonostante il pino sia stato danneggiato nel 1997 da un nubifragio).

Nelle sue ultime volontà Pirandello scrisse: «sia l’urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti, dove nacqui». Ancora oggi, visitando la casa natale di Pirandello in contrada Caos, potrete fare visita e portare un fiore nel luogo dove lo scrittore siciliano riposa il suo sonno eterno.

Parco letterario “Leonardo Sciascia”

Autore reso celebre da opere come Il giorno della civetta, A ciascuno il suo e La Scomparsa di Majorana, Leonardo Sciascia parla spesso della Sicilia nelle sue opere.

Le Parrocchie di Regalpetra è, per esempio, la cronaca sulla vita di un paese qualunque della Sicilia: in realtà, infatti, Regalpetra non esiste, ma prende nome da una fusione tra Racalmuto, borgo natio dell’autore, e dal libro di Nino Savarese intitolato Fatti di Petra.

«Isola nell’isola, la mia terra, la mia Sicilia, è Racalmuto. E si può fare un lungo discorso su questa specie di sistema di isole nell’isola: l’isola-vallo… dentro l’isola Sicilia, l’isola-provincia dentro l’isola-vallo, l’isola paese, dentro l’isola-provincia, l’isola-famiglia dentro l’isola-paese, l’isola-individuo dentro l’isola-famiglia.»

Il mondo sciasciano costellato da mafia, omertà e problemi giudiziari si concentra nell’entroterra siciliano.

Parchi letterari in Sicilia: viaggio tra i luoghi siciliani della Letteratura

Statua di Leonardo Sciascia (Racalmuto, Agrigento)

Racalmuto e Caltanissetta sono i luoghi più cari all’autore, il primo in quanto luogo dell’ infanzia e della giovinezza, il secondo in quanto luogo della formazione professionale e della crescita personale.

Non manca poi la citazione, frequente e celebre nelle opere di Sciascia, delle “zolfatare” siciliane, le miniere di zolfo della Sicilia, come accade nel racconto La paga del sabato, che narra dello sfruttamento dei minatori da parte di un’industria ormai in declino.

Parco letterario “Salvatore Quasimodo”

Il cuore del Parco letterario dedicato a Salvatore Quasimodo è Roccalumera, paesino d’origine della famiglia dello scrittore siciliano, esponente di rilievo dell’Ermetismo.

Roccalumera, luogo caro a Quasimodo, è il perno della sua infanzia e adolescenza.

Il Parco letterario “Salvatore Quasimodo” è stato fondato per volontà di Carlo e Sergio Mastroeni. Alla realizzazione di manifestazioni all’interno del Parco collabora il figlio di Quasimodo, Alessandro, attore e regista.

All’interno del Parco letterario si trovano la Torre saracena di Roccalumera (menzionata nella poesia Vicino a una torre saracena per il fratello morto) e l’antica stazione ferroviaria (oggi trasformata in museo) dove potrete vedere cinque vagoni ferroviari convertiti in treno-museo. I vagoni ospitano una interessante mostra fotografica con immagini della famiglia Quasimodo.

Parchi letterari in Sicilia: viaggio tra i luoghi siciliani della Letteratura

Treno-museo nel Parco Letterario “Salvatore Quasimodo” (Roccalumera, Messina)

All’interno del giardino-museo dedicato a Quasimodo, tra bellissime piante descritte nelle poesie dello scrittore, sono parcheggiati questi cinque vagoni ferroviari, molto simili a quelli legati ai ricordi di infanzia del poeta, in cui visse per mesi dopo il terremoto di Messina nel 1908.

Proprio nell’ambito delle ferrovie si formarono il padre e il nonno di Salvatore Quasimodo. In questi luoghi il piccolo Quasimodo visse le sue estati, giocando e facendo dei lunghi bagni nel cristallino Mar Ionio e proprio qui tornò per far visita al padre dopo il conseguimento del Premio Nobel per la Letteratura nel 1959.

Varie sono le poesie di Quasimodo, inoltre, in cui sono citati altri luoghi e città siciliane, come Tindari, Siracusa e Messina.

La poetica di Quasimodo è pregna di Sicilia e Sicilianità, tra dolci ricordi d’infanzia e riflessioni poetiche sulla vita.

«Di te amore m’attrista,
mia terra, se oscuri profumi
perde la sera d’aranci,
o d’oleandri, sereno,
cammina con rose il torrente
che quasi n’è tocca la foce.

Ma se torno a tue rive
E dolce voce al canto
Chiama da strada timorosa
Non so se infanzia o amore,
ansia d’altri cieli mi volge,
e mi nascondo nelle perdute cose.»

(da Isola, Salvatore Quasimodo)

Parco letterario “Giovanni Verga”

La Riviera dei Ciclopi, splendida area litoranea a nord di Catania, è stata fonte di ispirazione per Giovanni Verga per opere come I Malavoglia, Mastro Don Gesualdo e Nedda.

Giovanni Verga, massimo esponente e promotore del Verismo in Italia, nacque a Catania nel 1840.

Lo scrittore siciliano per tutta la sua vita resterà profondamente legato alla sua terra natìa, ambientazione prediletta dei suoi romanzi e delle sue novelle.

I principali luoghi verghiani, teatro delle vicende di vita di Giovanni Verga e descritti in molte delle sue opere più famose, sono Vizzini e Acitrezza.

Vizzini è il paesino dell’infanzia di Giovanni Verga, un “luogo del cuore”, che spesso torna come ambientazione nei suoi scritti, in particolare nella Cavalleria rusticana e in Mastro Don Gesualdo.

A Vizzini ritroviamo il centro storico, i palazzi antichi, le chiese e i luoghi della Cavalleria Rusticana, di Mastro Don Gesualdo, che tornano ancora in altre opere come La Lupa e Storia di una Capinera.

Emblema della Vizzini verghiana sono l’osteria del duello tra Turiddo e Alfio e la Chiesa di Santa Teresa, dove le comari si recavano a pregare.

Tra i luoghi verghiani a Vizzini va citato anche il Palazzo Trao, in via Santa Maria dei Greci, edificio di gusto barocco citato nel romanzo di Mastro Don Gesualdo, come del resto Casa Mastro Don Gesualdo, Palazzo Rubiera e Palazzo La Guarna.

Infine bisogna far cenno alla famosa Cunziria, piccola borgata ottocentesca situata nella contrada Masera e luogo riconosciuto come esempio di archeologia industriale. Qui si svolgevano attività artigianali, in particolare si conciavano le pelli. E’ questo il luogo dove si svolse il duello tra compare Turiddu e compare Alfio nella Cavalleria Rusticana.

Acitrezza, con la casa-museo del Nespolo, le viuzze, la piazza e la fontana, è un altro fondamentale luogo della memoria per Verga. Acitrezza è il paese verghiano per eccellenza, il luogo che fa da sfondo alle vicende dei Malavoglia.

«Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza; ce n’erano persino ad Ognina, e ad Aci Castello, tutti buona e brava gente di mare, proprio all’opposto di quel che sembrava dal nomignolo, come dev’essere. Veramente nel libro della parrocchia, si chiamavano Toscano, ma questo non voleva dir nulla, poiché da che il mondo era mondo, all’Ognina, a Trezza e ad Aci Castello, li avevano sempre conosciuti per Malavoglia, di padre in figlio, che avevano sempre avuto delle barche sull’acqua, e delle tegole al sole.»

Ad Acitrezza si intrecciano storie e leggende antiche, come quella del ciclope Polifemo che scagliò massi di pietra lavica contro Ulisse, dopo che l’eroe lo aveva accecato. Secondo la leggenda fu così che si formarono i Faraglioni di Acitrezza, che oggi potete vedere in mezzo al mare in tutta la loro spettacolarità.

Parco Letterario “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”

Il Parco Letterario dedicato all’autore de Il Gattopardo, tra i romanzi più tradotti e letti al mondo, ha la sede principale presso Palazzo Filangeri Cutò a Santa Margherita di Belìce, ma comprende un’area più estesa che tocca diverse città siciliane, come Palermo, Santa Margherita di Belìce e Palma di Montechiaro.

Parchi letterari in Sicilia: viaggio tra i luoghi siciliani della Letteratura

Palazzo Filangeri di Cutò (Santa Margherita di Belice, Agrigento)

Palermo è la città principale del romanzo Il Gattopardo, ma anche della vita dell’autore. E’ proprio a Palermo che si trovava la residenza principale della famiglia Tomasi, dove lo scrittore nacque e trascorse gli ultimi anni della sua vita.

Di fronte a Palazzo Branciforte, in Via Lampedusa, si trova ancora la casa nobiliare dove lo scrittore nacque il 23 dicembre 1896.

Questa dimora era talmente cara a Giuseppe Tomasi di Lampedusa che così la descriveva: «la amavo con abbandono assoluto […] in quella casa, in quella stessa stanza forse, ero lieto di essere sicuro di morire. Tutte le altre case (poche del resto, a parte gli alberghi) sono state dei tetti che hanno servito a ripararmi dalla pioggia e dal sole, ma non delle case nel senso arcaico e venerabile della parola».

Santa Margherita di Belìce è la città dell’infanzia e della giovinezza di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e proprio Palazzo Filangeri Cutò, sede ufficiale del “Parco del Gattopardo”, rappresenta il luogo dei ricordi d’infanzia e dei momenti felici in famiglia con l’adorata madre, Beatrice Tasca Filangeri Cutò.

A questo palazzo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa si ispirò per le descrizioni di alcuni ambienti della casa di Donnafugata, nella storia residenza estiva del Principe di Salina e teatro delle più belle scene del romanzo Il Gattopardo.

«(Il palazzo) posto nel centro del paese, proprio nella Piazza ombreggiata, si stendeva per una estensione immensa e contava tra grandi e piccole trecento stanze.»

Con il nome di “Donnafugata“, Giuseppe Tomasi di Lampedusa si riferisce a una città di fantasia nella quale, però, è possibile rintracciare luoghi reali, ancora oggi esistenti tra Palma di Montechiaro e Santa Margherita di Belìce.

È bene specificare che, nonostante il nome sia identico, Giuseppe Tomasi di Lampedusa non si riferisce in alcun modo a paese di Donnafugata, in provincia di Ragusa, né all’omonimo Castello di Donnafugata, da molti erroneamente indicato come luogo del romanzo Il Gattopardo o come set della pellicola di Luchino Visconti.

Parliamo, infine, di Palma di Montechiaro, altro luogo letterario collegato alla vita e alle opere di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Sempre nel romanzo Il Gattopardo, compare la Chiesa Madre di Palma di Montechiaro, dove il Principe di Salina si reca quando giunge a Donnafugata per assistere al Te Deum.

Lo scrittore siciliano menziona anche la cosiddetta “lettera del diavolo“, una misteriosa missiva scritta in caratteri incomprensibili e indecifrabili, custodita nel Convento delle Benedettine di Palma di Montechiaro.

Parco letterario “Elio Vittorini”

Elio Vittorini nasce a Siracusa il 23 Luglio 1908.

Il lavoro del padre, che faceva il ferroviere, stimolerà Vittorini, già dall’infanzia, a spostarsi e viaggiare molto. La sua vita giovanile trascorre, come lui stesso dice, «in piccole stazioni ferroviarie con reti metalliche alle finestre e il deserto intorno».

Il tema del viaggio e la fascinazione per i treni e gli spostamenti saranno una costante nelle sue opere letterarie.

Ad appena 17 anni, durante una adolescenza ribelle, Elio Vittorini decide di lasciare definitivamente la Sicilia. Questo abbandono precoce della terra natìa, però, non spezzerà il legame dello scrittore con la Sicilia, che tornerà spesso nelle sue opere.

Il Parco letterario “Elio Vittorini” è stato istituito nel Marzo del 2003. Il vostro viaggio sulle orme di Vittorini si snoderà tra i luoghi letterari collegati alla vita e alle opere dello scrittore, principalmente sull’isola di Ortigia, a Siracusa.

L’isola di Ortigia, cuore storico di Siracusa, viene osannata in tutta la sua bellezza nelle opere più famose di Elio Vittorini, come Conversazione in Sicilia o Il garofano rosso.

Parchi letterari in Sicilia: viaggio tra i luoghi siciliani della Letteratura

Casa natale di Elio Vittorini (Ortigia, Siracusa)

Il Parco letterario “Elio Vittorini” è denominato anche “Viaggio Sentimentale – Il garofano rosso” e tra le sue tappe prevede la vecchia Stazione marittima, il Ponte vecchio, il Tempio di Apollo, Via Vittorio Veneto e la Mastrarua (casa natale di Elio Vittorini), il Liceo Gargallo (che compare nel romanzo Il garofano rosso), l’antico mercato (che compare in Conversazione in Sicilia) e Piazza Duomo (luogo non letterario ma cinematografico, perché scelto come set del film Il garofano rosso).

«Altri quindici anni erano passati dopo quelli, a mille chilometri di là, dalla Sicilia e dall’infanzia, e avevo quasi trent’anni, ed era come se non avessi avuto nulla, né i primi quindici, né i secondi […] e cominciai a sentire in me un lamento come un piffero che suonasse lamentoso. […] e un piffero suonava in me e smuoveva in me topi e topi che non erano precisamente ricordi. Non erano che topi, scuri, informi, trecentosessantacinque e trecentosessantacinque, topi scuri dei miei anni, ma solo dei miei anni in Sicilia, nelle montagne, e li sentivo smuoversi in me, topi e topi fino a quindici volte trecentosessantacinque, e il piffero suonava in me, e così mi venne una scura nostalgia come di riavere in me la mia infanzia.»

Con il Parco letterario “Elio Vittorini” concludiamo questo viaggio tra i luoghi della Letteratura in Sicilia, sperando di avervi ispirato a visitare una Sicilia alternativa ma non per questo meno affascinante e interessante dal punto di vista turistico e culturale.

***

Un viaggio tra i luoghi dei maggiori scrittori e poeti siciliani è un modo nuovo e stimolante di riscoprire il piacere della lettura.

Per questo vi consigliamo di organizzare un itinerario alla scoperta dei Parchi letterari in Sicilia, che permettono di conoscere posti nuovi e di mantenere viva la memoria di grandi personalità della Letteratura.

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